Oggi mi sento di confessarlo, a poca distanza dalla perdita di mio padre. Uno dei miei sogni da quando ho iniziato la mia “carriera” podistica e che ormai non potrò mai avverare, è stato sempre quello di poter godere del nostro meraviglioso sport in compagnia di un figlio. Trasmettergli la mia passione, godere insieme in un miscuglio di costanza, onestà e semplicità e consegnargli il testimone virtuale nel proseguo della nostra esistenza. Quindi nel vedere correre insieme i due nostri atletoni, della serie tale padre tale figlio, Gianluca e Sergio, proprio nel giorno della festa del papà, non può che avermi riempito di felicità essendo certo della loro. Oggi al “Corri Ale” a Terni non contava nulla, nè il riscontro cronometrico, nè la prestazione fisica, nè null’altro se non la bellezza di un sogno avverato.

 

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