Se il 2015 è stato l’anno in cui l’Atletica Orte ha dato inizio alle grandi trasferte in terra straniera ed Amsterdam è stata la prima città prescelta per avere l’onore di essere calpestata dai nostri passi ed ossigenata dai nostri respiri, quest’anno è toccato a Valencia avere la fortuna di vedere i colori della nostra società rappresentati da alcuni dei nostri migliori atleti.

I km 10 e la maratona sono state le distanze sulle quali era possibile confrontarsi.

Nella km 10 si è finalmente rivista, dopo troppo tempo, la “piccola” del gruppo, che se piccola di statura lo è, non lo è assolutamente nelle sue capacità perchè con il tempo di 52.20 si è lasciata alle spalle circa 5000 concorrenti.

Poi l’esordio, ed è stato subito esordio internazionale, di Manuela “Busa” che con il tempo di 1:01.27 si è fatta onore malgrado il dover sacrificare i propri allenamenti per permetterli al fuoriclasse di famiglia.

Nella distanza regina avevamo poi impegnati ” i fantastici 4″.

L’uomo da battere sulla distanza per quest’anno era l’ “umbro” Gianni che, malgrado infortuni vari e una copiosa raccolta di olive messa a segno a pochi giorni dalla gara, è riuscito a chiudere la distanza in 3:30.29.

“Er bucia” era l’altro, che ormai, visti gli infiniti, continui, insistenti acciacchi, ha deciso di correre le lunghe distanze facendosi trainare dall’ “operaia leccese”, che poi decide immancabilmente di staccare all’ultimo km, giusto per far vedere chi comanda in famiglia: tempo 3:34.26.

I sacrifici di Manuela di cui sopra poi, hanno fatto sì che “Giosua” avesse la meglio non solo sugli avversari, ma anche sul crono, perchè chiudendo in 3:25.08, non solo ha migliorato la sua prestazione personale, ma sta anche rischiando di soffiare il titolo de “er bucia” a “er bucia” in persona…sarà una sfida agguerritissima!

Ah, sì, poi c’era anche quella, quella lì, la leccese, l’operaia, che ha corso in 3:46.20 abbassando ulteriormente il suo personale sulla distanza a sole due settimane dalla maratona della sua città. Ma dico: c’era bisogno di aspettare due settimane? Hai fatto passare troppo tempo, è per questo che è andata così male!

Onore e rispetto per cotanta costanza e potenza.

Quello che più conta però in queste circostanze è il divertimento, l’esaltazione della passione, la spensieratezza e il rafforzamento dei contatti umani.

Quindi per il 2017, anno di sorprese, di occasioni e possibilità, cerchiamo di essere tanti, in tanti a giocare, in tanti a sorridere e viaggiare.

L’unica ansia che già mi tormenta è il titolo dell’articolo del prossimo anno…”DALLA PAELLA ALLA…” ?

 

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